cuorisità su caffè

 

È arrivata la caffetteria robotica

15 Gen 2018, Posted by La Cittadella Caffè in blog, cuorisità su caffè

Si chiama Cafè X ed è il primo bar completamente gestito da robot. Che significa? Che se vi aspettate un barista in carne e ossa, avete sbagliato bar. Non solo chi fa il caffè è una macchina, ma anche il barista che vi serve il vostro cappuccino ve lo porgerà delicatamente con la sua mano metallica.

Caffetteria robotica: chi l'avrà inventata?

Ovviamente siamo in Asia, dove la passione per i robot è grande. A ideare la caffetteria robotica è stato un giovane cinese di Hong Kong, la prima città in cui ha aperto una delle sedi della caffetteria. La seconda ha pensato bene di aprirla nella vivacissima città di New York, che assorbe le novità come una spugna (anche se non si sa se dureranno nel tempo…).

La tecnologia della Caffetteria robotica

Dietro a questo bar decisamente sui generis c’è la Mitsubishi, il padre del vostro barista Gordon. Da Gordon potete aspettarvi una caffè fatto a regola d’arte (almeno secondo il suo inventore), ma purtroppo né un sorriso, né tanto meno due chiacchiere mentre sorseggiate la vostra bevanda corroborante.

robot caffè

Quali tipi di caffè vengono serviti nella caffetteria robotica?

Ottima domanda, e la risposta è: non molti. Niente caffè corto, lungo, macchiato caldo o freddo. Potete esprimere i vostri gusti dunque molto limitatamente (ad es. un caffè americano, un cappuccino o un caffè espresso), ma in compenso riceverete il vostro caffè tra i 25 e i 55 secondi netti. Né più, né meno: ricordatevi chi avete come barista!

Come si ordina una caffè al Cafè X?

O al chiosco tramite schermo touch oppure utilizzando l’apposita app. Vi verrà comunicato quanto tempo dovrete aspettare per avere il vostro caffè e, poco dopo, potete ritirare il caffè.

Le nostre conclusioni

Benché aperti alla tecnologia e alle nuove tendenze (iscrivetevi e partecipate ad uno dei nostri nuovissimi corsi Barman di Caffetteria e Latte Art!), crediamo fermamente che l’esperienza quotidiana di prendere il caffè o il cappuccino debba essere più slow e emozionale, circondata da volti umani e da quei suoni inconfondibili del macina-caffè o del “picchiettio” che il barman fa quando vuota la “pastiglia” del caffè esausto nel cassetto battifondi.

Il barista che riconosce il nostro umore a metri di distanza e sa che caffè vogliamo, con quanta crema di latte, se in tazza grande o piccola, macchiato caldo o freddo, ecc.: questi e altri elementi fanno parte dell'”esperienza caffè”, non replicabile in modo puramente automatizzato.

Voi che ne pensate? Quale esperienza di caffè quotidiano preferireste?
Rispondete raccontandoci la vostra opinione!

I cocktail al caffè più buoni da fare a casa

19 Dic 2017, Posted by La Cittadella Caffè in blog, consigli, cuorisità su caffè

Noi de La Cittadella Caffè abbiamo pensato di accendere le prossime festività con qualche favolosa ricetta di cocktail al caffè. Sono cocktail decisamente insoliti poiché, pensando ai cocktail, ai più verranno in mente quelli che si sorseggiano soprattutto d’estate, come lo Spritz, il Mojito o il Cuba Libre.

I cocktail, il cui ingrediente principale sia il caffè, sono particolari e speciali. Un po’ tutti sanno quanto bene il caffè si possa abbinare non solo con dessert, ma anche con alcolici come la grappa o gli amari. Oggi però vi mostriamo come lo si possa abbinare anche ad altri alcolici e ingredienti, per creare 3 cocktail al caffè intensi e aromatici, che chiunque può preparare a casa propria.
Ricordate che i cocktail verranno tanto più buoni quanto migliore sarà la qualità del caffè e dell’alcolico che userete!

Black russian

Già ci si può aspettare dal nome del cocktail, quale sia il compagno alcolico del caffè nel Black Russian: la vodka! La versione bianca del cocktail, il White russian, aggiunge anche la panna liquida.

ricetta black russian

Ingredienti:

Cubetti di ghiaccio
5 cl vodka
2 cl liquore al caffè

In un bicchiere alto metti il ghiaccio, poi versa la vodka e il liquore al caffè. Mescola gentilmente e servi.

Espresso Martini

Un Martini in versione dark. C’è a chi piace un po’ dolce e vi aggiunge lo sciroppo di zucchero: a voi la scelta!

cocktail al caffè espresso martini

Ingredienti:

5 cl vodka
1 cl liquore al caffè
1 caffè espresso ristretto
Sciroppo di zucchero (opzionale)
Ghiaccio

Prepara questo cocktail al caffè versando nello shaker la vodka, il liquore al caffè, il caffè ristretto e l’eventuale sciroppo di zucchero.
Metti il ghiaccio nel bicchiere per raffreddarlo, poi versalo nello shaker e agita per ca. 40 secondi. Versa l’Espresso Martini in un bicchiere da Martini, facendolo passare da un colino.

Irish coffee

Forse è uno dei cocktail più conosciuti e molto semplice da preparare. Caldo e intenso, serve a scaldare corpo e spirito nelle giornate più fredde! Preparatelo così:

cocktail al caffè irish coffee

Ingredienti:

4 cl di whisky (meglio se irlandese!)
2 tazzine di caffè espresso
2 cucchiaini di zucchero di canna
Panna montata fresca

L’accortezza del professionista è quella di utilizzare un bicchiere di vetro scaldato, ad esempio sotto l’acqua calda. Aggiungi sul fondo lo zucchero di canna, poi il whisky e infine il caffè, lasciando spazio per versare in fondo la panna, delicatamente, sul caffè. L’Irish coffee è pronto e non va assolutamente mescolato!

La Cittadella Caffè vi augura buone feste!!

buone feste

La pausa caffè e la produttività a lavoro

22 Nov 2017, Posted by La Cittadella Caffè in blog, cuorisità su caffè

La pausa caffè e la produttività a lavoro

Forse fate parte di quel 56% degli italiani che crede che l’assunzione di caffè renda più produttivi sul lavoro. La cifra non è affatto casuale, bensì viene fuori da uno studio dell’ISIC, l’Istituto per l’Informazione Scientifica sul Caffè, presentato in occasione della Giornata Internazionale del Caffè.

pausa caffè

Ecco i dettagli su come sono stati raccolti i dati dell’indagine dell’ISIC, che non ha riguardato solamente l’Italia, ma diversi paesi europei.

 

  • Obiettivi dello studio: studiare le abitudini di consumo sul posto di lavoro e la correlazione percepita tra consumo di caffè e produttività.
  • Periodo dello studio: Maggio 2017
  • Dove: in 6 paesi europei: Finlandia, Germania, Italia, Olanda, Regno Unito e Spagna
  • Chi: Campione di 8.214 adulti
  • Come: lo studio è stato effettuato online

 

I dati raccolti e interpretati dall’ISIC hanno evidenziato che la maggior parte dei partecipanti allo studio, in tutti e 6 i paesi europei, assumono quotidianamente caffè durante la loro giornata lavorativa e vedono una stretta correlazione tra la sua assunzione e la propria produttività.

La pausa caffè a lavoro

Non per nulla in Italia abbiamo la celeberrima “pausa caffè” a lavoro, che serve a diverse cose. Ad esempio a interrompere l’attività lavorativa per un breve tempo (il cambiamento di aria serve anch’esso a spingere l’attenzione!), per socializzare coi colleghi, per bere il caffè (sia per piacere, sia perché ci aspettiamo da lui una spinta di energia e lucidità per le ulteriori ore lavorative che ci aspettano).

Qual è la vostra personale esperienza della “pausa caffè”? Anche a voi bere un buon caffè a lavoro serve a rigenerare le forze?

Questo mese vi proponiamo tre ricette che ci sono piaciute particolarmente che usano il caffè in squisiti dessert d’impronta autunnale. Certo noi de La Cittadella Caffè, che il caffè lo conosciamo bene, ci chiediamo quale sia il prodotto migliore che permetta, anche in cucina, di avere il gusto di caffè più autentico.

Caffè in polvere (macinato) e caffè liofilizzato (istantaneo)

Quando parliamo di caffè in cucina intendiamo il caffè in polvere, non quello liofilizzato. Se quest’ultimo ha il vantaggio di sciogliersi subito, il caffè in polvere, ovvero il caffè macinato, conferisce ai dolci il sapore autentico del caffè, che noi – ovviamente – preferiamo. Per estrarre il sapore dal caffè macinato, possiamo utilizzare principalmente due metodi, Moka o Espresso.

Il caffè solubile ha un gusto più acuto, che si differenzia assai da quello tradizionale. Il sapore e l’ aroma del caffè anche in cucina dipendono molto da che miscela si usa.

L’uso del caffè macinato in cucina offre aromi più autentici, se correttamente utilizzato. Vi ricordiamo il nostro articolo su come degustare un buon caffè.
Ecco qualche suggerimento per “mangiarsi” un buon caffè.

Torta al caffè della nonna

In questa torta lievitata viene usato sia il caffè moka che quello in polvere.

Fonte: Gnambox

Panna cotta al caffè

Qui la polvere di caffè viene lasciata in infusione nel latte per qualche minuto.
Fonte: The Black Fig

Torta di mele e caffè

La torta casalinga alle mele viene arricchita dal gusto de caffè, che deve essere forte.
Fonte: Repubblica.it

Al prossimo approfondimento! La Cittadella Caffè

La Latte Art e la Apple

26 Set 2017, Posted by La Cittadella Caffè in blog, cuorisità su caffè, notizie e eventi

L'importanza della Apple per la Latte Art

Quando la Apple pubblica offerte di lavoro tutti vanno in subbuglio. Quando a pubblicare un’offerta di lavoro è la Apple di New York la posizione lavorativa è ancora più ambita. Non stiamo parlando di programmatori o specialisti di marketing, bensì della ricerca di uno/una specialista di Latte Art.

Ebbene sì, Luigi Lupi dice bene quando nota che è una grande opportunità per la Latte Art, poiché la apple rappresenta un trampolino di lancio molto potente per questa disciplina, che già sta facendo passi da gigante.
Sia Lupi che Chiara Bergonzi, che chi ha frequentato i corsi della nostra Cittadella Coffee School già conosce, sono molto soddisfatti di questa notizia della Apple, perché è l’indizio concreto che la Latte Art sia davvero un’attività di tendenza nel mondo della caffetteria mondiale.

Il Barista Artista

Il barista artista è la figura che unisce la professionalità del barista, capace di preparare un caffè espresso perfetto, a quella dell’artista di Latte Art. La Latte Art, sostiene Lupi, è un completamento per il vero barista. Un bar dove vi sia un artista di Latte Art che però non sappia preparare un ottimo caffè espresso sarebbe un professionista a cui mancano le basi su cui si basa la professione in questione.
Per la Latte Art bastano infatti, sostiene Lupi, “mano, pratica e tanta pazienza”. Mentre la preparazione di un buon espresso richiede la coordinazione di diverse operazioni da maneggiare alla perfezione.

Volete imparare le basi della caffetteria e della Latte Art? Allora iscrivetevi ad uno dei nostri corsi tenuti da baristi professionisti. Tutte le info le trovate qui!

Fonte: Comunicacaffè

latte art cittadella caffè

Latte Art estrema in rete

10 Ago 2017, Posted by La Cittadella Caffè in blog, cuorisità su caffè, notizie e eventi

Come ormai sapete noi de La Cittadella Caffè organizziamo periodicamente corsi di Latte Art, una disciplina che sta avendo molto successo a livello internazionale. I nostri corsi di Latte Art si tengono presso La Cittadella Coffee School, dove la campionessa Chiara Bergonzi ci insegna tutto su questa disciplina. Le nuove date per il prossimo autunno-inverno ve le comunicheremo a breve!

Ci siamo imbattuti su un fenomeno che riguarda proprio la Latte Art, ma una Latte Art sui generis. Si tratta delle piccole opere d’arte create sulla schiuma del cappuccino dal koreano Lee Kang Bin, diventato famoso soprattutto sui social network con le sue decorazioni della schiuma del cappuccino.

Badate bene: tutti i cappuccini sono edibili, poiché Kang Bin utilizza colori alimentari. I suoi soggetti sono molteplici: da opere d’arte famosissime come la notte stellata di Van Gogh, l’Urlo di Munch, personaggi di Walt Disney, la Pantera rosa, fino al soggetto su commissione.

Il giovane Kang Bin è il proprietario di un locale a Seoul, il Cafe C. Through e ha alle spalle un’esperienza decennale come barista. Col tempo si è specializzato in questa Latte Art estrosa, che ha convinto e fidelizzato i suoi clienti. La sua maestria nel creare piccole e fugaci opere d’arte sulla schiuma di un cappuccino lo ha reso famoso e sempre più richiesto come insegnante in questa disciplina. Kang Lee, oltre ai disegni sulla schiuma, decora il cappuccino anche in 3D, con orsacchiotti e altre figure.

Insomma, noi crediamo che il giovane coreano ci sappia davvero fare e che sappia fare un’ottima schiuma, che riesce a decorare in modo così bello.
E a voi, che ve ne pare di queste creazioni coloratissime?

Al prossimo appuntamento! La Cittadella Caffè

Breve storia del caffè italiano

25 Lug 2017, Posted by La Cittadella Caffè in blog, cuorisità su caffè, notizie e eventi

La storia del caffè italiano inizia nel 1645 precisamente a Venezia, la prima città europea ad aprire la prima bottega del caffè. In questo segue Venezia l’esempio di Bisanzio (ex Costantinopoli), con cui da secoli ha forti relazioni commerciali. Prima di arrivare al 1600 a Venezia, sul caffè se ne sono raccontate tante: dalle sue radici nella mitica età dell’oro, alle tracce nel Libro dei Re, alla leggenda secondo cui l’arcangelo Gabriele, per svegliare Maometto da una potente sonnolenza, gli offrì 40 tazze di caffè nero.

Dov'è nato il caffè?

Conoscete la terra d’origine del caffè? E’ l’Etiopia. Secondo la leggenda, un pastorello dell’altopiano di Koffa (da cui il caffè prenderebbe il nome) un giorno notò un comportamento insolito nelle sue capre, solitamente docili bestiole. Quel giorno invece erano agitate, dopo aver brucato i frutti rossastri di alcuni cespugli. Incuriosito, provò anche lui queste bacche e pure lui andò su di giri.

Portato dai soldati etiopi, il caffè arriva in Europa attraverso l’Africa orientale. Anzitutto fiorisce nello Yemen e precisamente nella regione Mocha (o Moka), da cui prende il nome la meravigliosa varietà di caffè, tanto amata anche dal nostro illustre connazionale Pellegrino Artusi che sostiene: “Il miglior caffè è pur sempre quello di Moka”.

Qualche difficoltà

A cavallo del ‘600 alcuni frati provarono a fare scomunicare la corroborante bevanda, sostenendo davanti al papa Clemente VIII che il caffè si debba “fermarlo prima che guasti le anime”. Il papa volle tuttavia sincerarsi di cosa fosse precisamente la diabolica bevanda di cui parlavano i frati: assaggiò il caffè, poi lo riassaggiò e lo risorseggiò. Aiutato dalla caffeina, si convinse che il caffè poteva essere battezzato e non andava lasciato agli infedeli.

caffè italiano pisa

I primi caffè in Italia

Tornando a Venezia, il primo caffè lo aprì un certo Pietro della Valle. I mercanti di San Marco di adoperano nel commercio dell’oro nero, e, confezionandolo in preziose scatole di legno, argento e di vetro di Murano, lo fanno conoscere in tutta l’Europa.

Ma il primo caffè moderno, come lo conosciamo noi, apre non in Italia ad opera di un italiano. Agli inizi del ‘700 il sig. Procopio di Cutelli apre a Parigi il presto famosissimo caffè Procope, in cui vanno filosofi, politici e letterati come Voltaire, Robespierre, Balzac o Oscar Wilde. Oltre al caffè, vi si servono cioccolata e rosòli, pasticcini e gelati.
Il Procope è l’antenato di illustri caffè italiani, molti dei quali tutt’ora esistenti, come il Florian in piazza San Marco, il Gran Caffè Gambrinus a Napoli o il Michelangiolo a Firenze.

storia del caffè

Il miglior caffè è quello italiano

L’Italia diventa presto la seconda patria del caffè. Questo infuso in Italia trova la sua espressione più alta, viene valorizzato al massimo: è qui che si fa il miglior caffè del mondo!
Il caffè viene declinato in centinaia di modi diversi. Qualche esempio: Espresso, ristretto, lungo, caffè filtro, cappuccino, Moka, macchiato, alla napoletana, shakerato, corretto, con gelato, affogato… solo per nominarne alcuni!

Al prossimo appuntamento! La Cittadella Caffè

Fonte: “Vitae”, N. 12/17

Il rito quotidiano del caffè è un momento fondamentale per iniziare una giornata. Può essere un momento di piacere, che ci prendiamo solo per noi, oppure da condividere appena svegliati.

Cosa è l'analisi sensoriale

Così come per il vino, anche per il caffè si parla di analisi sensoriale. Può sembrare un’espressione erudita, ma in realtà il suo significato è semplice. Si tratta solo rendersi conto di cosa succede ogni mattina quando beviamo un caffè. Se ci pensate bene, quando beviamo il caffè usiamo i tre sensi: vista, olfatto e gusto.

Usiamo gli occhi per guardare il caffè in tazzina e verificare che abbia l’aspetto e l’altezza ideale. Usiamo il naso per sentire l’aroma. In bocca infine ne percepiamo il gusto.
Può essere interessante sapere quali sono gli aspetti da considerare per riconoscere un buon caffè espresso.

caffè espresso
macchina espresso

Il caffè e i sensi

Degustare il caffè con gli occhi
La prima cosa che si guarda in un caffè espresso è la sua crema. Questa dovrebbe essere densa e vellutata, di un colore nocciola senza macchie bianche o bollicine, che sono segno di un espresso non preparato a regola d’arte.

Degustare il caffè con il naso
Bere un caffè significa anche inspirare intensamente i suoi aromi. Il suo profumo meglio conosciuto come aroma, può essere intenso o debole. Vi si possono trovare diverse note aromatiche che variano dal floreale al fruttato, passando dal cacao, cannella, pane tostato e cereali.

Degustare il caffè con la bocca
Quando beviamo il caffè entrano in gioco sia il gusto (grazie principalmente alle papille gustative sulla lingua) che il tatto. A livello tattile, del caffè si percepiscono la temperatura e la sciropposità, detta “corpo”.

Il gusto del caffè è estremamente complesso, si possono degustare tazze dolci con spiccata acidità, ricche di toni fruttati ed agrumati, ma anche tazze amare con sentori di pane tostato o cacao.
Tutto dipende da quale varietal si sta degustando, arabica, robusta o blend.

I professionisti del caffè

Chi degusta professionalmente il caffè utilizza un particolare cucchiaio da degustazione appunto, il goûte cafè. Come per il vino, anche il caffè viene “nebulizzato” in bocca, in modo che raggiunga tutto il cavo orale e possa sprigionare così tutte le sue caratteristiche.
Il suo gusto ce lo portiamo in bocca a lungo (anche fino a 15 minuti dopo la deglutizione!), per questo è importante bere del buon caffè.

L’analisi sensoriale divide l’esperienza del caffè in tutte queste fasi. Ma il caffè è molto di più della somma delle sue parti: è un momento in cui s’incontrano gli aromi, le persone e i rumori del bar in un’unica esperienza di piacere.

Se tutto questo vi ha incuriosito e siete interessati a conoscere meglio questo affascinante mondo del caffè, vi invitiamo a partecipare ad uno dei nostri corsi SCAE e in particolar modo al Sensory Skills.

Al prossimo approfondimento! La Cittadella Caffè

La Cittadella Caffè è l’unico completo punto di riferimento per i corsi di formazione di Caffetteria SCAE e Latte Art per Pisa e Toscana.
Se hai un’attività o lavori nel settore della caffetteria (bar, ristorante, albergo ecc.), i nostri corsi di formazione sono perfetti per te!

Oggigiorno la qualità del lavoro e del prodotto sono fondamentali per fare la differenza: che siate dei principianti o già da anni nel mondo della caffetteria, i corsi de La Cittadella School sono l’ideale sia per la formazione che per il perfezionamento.

Avete mai sentito parlare dei Corsi SCAE e Latte Art?

È probabile che molti di voi abbiano sentito parlare dei Corsi SCAE e Latte Art, ma che concretamente non riescano a spiegare di cosa si tratti. Abbiamo pensato di darvi il più pratico degli esempi raccontandovi una giornata tipo dei nostri corsi.

Il 9 Marzo, per esempio, abbiamo ospitato uno dei è più noti maestri della Latte Art, Luigi Lupi che ha presenziato un interessante corso – molto partecipato! – sul caffè e l’arte di decorare il cappuccino.

Una giornata a La Cittadella School - Corso di Latte Art

I nostri corsi si svolgono mattina e pomeriggio, dopo la registrazione dei partecipanti e il benvenuto da parte dello Staff La Cittadella, si procede solitamente a un’introduzione sul caffè e sulla torrefazione.
Le domande dei partecipanti e il confronto con gli insegnanti sono fondamentali per la comprensione di quale sia il livello di conoscenza degli strumenti, del lavoro e capire come evitare gli errori più comuni.

Scorri le foto del pomeriggio

Dalla teoria…

Il pomeriggio del 9 marzo si è svolto un corso esemplare: Luigi Lupi ha introdotto all’universo del caffè in modo chiaro e divertente, toccando i molteplici aspetti del settore, dalla coltivazione alla creazione di un ottimo caffè.

La lezione comprende materiali di studio, opportune lavagne e schemi di comprensione che supportano il percorso esplicativo dell’insegnante.
Anche in questo particolare pomeriggio sono state molte le mani alzate, gli interventi dei partecipanti che hanno avuto modo di analizzare il proprio operato fino a quel momento e valutare assieme alla “classe” i margini di miglioramento.

libri scae
caffetteria cittadella caffè pisa

… Alla pratica

Dalla teoria si è poi passati alla pratica, nella seconda parte del corso, dove Luigi Lupi si è fatto un ottimo caffè seguendo la formula magica della tazzina perfetta! Esatto! Esiste una formula matematica per fare un buon caffè, se volete scoprirla vi invitiamo a provare i nostri corsi (link pagina corsi) che cambieranno diametralmente il vostro punto di vista sull’universo caffè.

La lezione è proseguita con molti esempi pratici di Latte Art, disciplina di cui Luigi Lupi è iniziatore in Italia. I partecipanti hanno avuto modo di vedere da vicino come si esegue una “schiuma” perfetta, come realizzare un cappuccino buono e anche bello da vedere.

Il corso è continuato con queste prove pratiche dei partecipanti sulla decorazione del cappuccino.
L’entusiasmo dei presenti nel vedere i propri immediati miglioramenti li ha convinti in un attimo di quanto avevamo detto in apertura, ovvero quanta differenza ci sia tra saper fare un caffè e confezionare, invece, un caffè o un cappuccino di ottima qualità.

partecipanti cittadella school

Sei interessato ai nostri Corsi di Caffetteria e Latte Art?
Trovi tutte le informazioni a questa pagina e i libri tematici a questa.
Contattaci subito da questo form per avere informazioni su costi e date, i corsi sono molto frequentati e i posti sono limitati, ti consigliamo di prenotare subito!

Info Corsi SCAE

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Il tè è una delle bevande più antiche e, dopo l’acqua, la più diffusa al mondo. Ci sono tante varietà di tè derivanti dalle molte regioni del mondo in cui è coltivato, ciononostante quelle più conosciute in Italia sono il tè nero e il tè verde.

La pianta del tè

Il tè è una bevanda che si ottiene tramite infuso o decotto delle foglie di una pianta legnosa, la Camellia sinensis, coltivata principalmente in Asia. Alla Camellia sinensis appartengono ben 81 specie, ma solo 3 vengono coltivate per la produzione tè e si differenziano per la zona in cui sono coltivate. Ad esempio in Cina, Tibet, Giappone viene coltivata la Camellia sinensis sinensis, in India la Camellia sinensis assamica e in Cambogia la Camellia sinensis cambodiensis.

Oltre al tè nero e il tè verde, ci sono altri 4 tipi di tè: il tè oolong o tè blu, il pregiatissimo tè bianco, il tè giallo e il tè Pu’er o post fermentato. Oltre a queste tipologie “pure”  esiste una grande varietà  di miscele di tè, come il famoso earl grey o i tè aromatici come quello ai frutti di bosco.
Infine, c’è anche il tè rosso Roiboos o tè africano, che si ricava dall’omonima pianta Roiboos.

piantagione caffè
proprietà del tè

Le proprietà benefiche del tè

Avete mai pensato quanto c’è in una tazza di tè? Una buona bevanda corroborante sì, ma soprattutto un ricco forziere di proprietà benefiche!

Il principale beneficio del tè, forse anche quello più noto, è il suo potere antiossidante. Tuttavia tali effetti dipendono sia dal tipo di tè che dalla temperatura e durata dell’infusione delle foglie durante la preparazione. Questi fattori determinano il grado di estrazione dei principi attivi, come la caffeina (che incide soprattutto sul sapore del tè), i polifenoli e i tannini (che si rivelano soprattutto nel colore della bevanda).

Vediamo più nel dettaglio le proprietà benefiche del tè. Il tè in generale – in particolare il tè verde – può avere effetti positivi sulla flora intestinale. Molto nota è la capacità di questa bevanda di combattere i radicali liberi, per cui la rendono ingrediente importante anche nei settori farmaceutico e cosmetico. Tra gli effetti del tè importante è quello positivo sul sistema cardiovascolare, il suo ruolo nell’azione di fissare il calcio nelle ossa, o nella riduzione dell’insorgenza della carie e, in generale, nella protezione dello smalto dei denti.

Noi della Cittadella Caffè abbiamo una varietà di n. 26 tè  tra tè neri, tè verdi, tè bianco, infusi, tisane, rooibos e camomilla.

E ora che ne dite di una calda, benefica, corroborante tazza di tè?

Al prossimo approfondimento, La Cittadella Caffè

Fonti: http://www.rivistadiagraria.org/articoli/anno-2012/il-te/