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Il caffè nell’arte: dai caffè letterari del ‘600 alla musica degli anni ‘70

22 Nov 2016, Posted by La Cittadella Caffè in blog, cuorisità su caffè
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Il semplice atto di prendere il caffè, come quella particolare atmosfera, quasi rituale che si crea intorno a questo momento, sono spesso stati d’ispirazione per pittori, filosofi, musicisti, attori, artisti di ogni genere, che hanno visto tra caffè e arte una connessione tanto interessante da fare uno tra i soggetti preferiti.

I Caffè Letterari

Uno dei primi esempi di naturale associazione tra il caffè e la cultura si diffonde in Europa sul finire del 1600, in quei luoghi pubblici – poi divenuti famosi come fucine artistiche – detti Caffè Letterari, ritrovo e simbolo della cultura borghese. I Caffè divennero presto luoghi di scambio culturale, addirittura di propaganda per alcuni movimenti delle Avanguardie artistiche, delle quali videro la nascita e l’evoluzione in parallelo alle correnti filosofiche. Scrittori, poeti, pittori, uomini d’affari si riunivano per discutere d’investimenti, di progetti, o per stimolare la mente e scambiarsi opinioni davanti al migliore dei consiglieri: il caffè.

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Il Caffè in pittura

Due degli esempi più noti nella pittura che fanno del caffè un protagonista risalgono a metà ‘800. Édouard Manet nella celebre opera Colazione nello studio (1868), ritrae alle spalle del ragazzo in primo piano una natura morta dove, tra bucce di limone e bicchieri di vino, spunta un’elegante tazzina di porcellana pronta a ricevere il caffè bollente dalla caffettiera in mano alla domestica.

Anche Pierre-Auguste Renoir, uno dei massimi esponenti della corrente impressionista francese, nel suo dipinto Alla fine della colazione, concentra uno dei focus dell’attenzione sulle due tazzine sul tavolo, di fronte alla coppia protagonista, a sottolineare l’immancabile complemento di fine pasto e la metafora che ne deriva.

La prosa e il Caffè

All’inizio del secondo atto di Questi Fantasmi (1946), una delle commedie più famose di Eduardo De Filippo, il caffè viene decantato in tutta la sua eccellenza e napoletanità, al pari di una reliquia sacra. Pasquale Lojacono, il protagonista, spiega al suo dirimpettaio, il prof. Santanna, come “certe abitudini siano la poesia della vita” che conferiscono un momento unico di felicità.

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Il Caffè nel cinema

Nella cinematografia infiniti sono i richiami al caffè, un’abitudine divenuta per alcuni personaggi del grande schermo addirittura una caratteristica distintiva. Jim Jarmush in Coffee and cigarettes, utilizza il caffè come stratagemma per raccontare le vite dei protagonisti, in un intreccio di dialoghi molto particolari, famosa la battuta “Bevo un sacco di caffè prima di andare a dormire, mi accelera i sogni”.

Alfred Hitchcock, nel suo famoso Vertigo, miscela il caffè al veleno trasformandolo in un’arma letale. In molti film con Totò si percepisce chiaramente il profumo del caffè di cui è intriso il background napoletano, fra le sue gag più note citiamo da I Tartassati: “prendo tre caffè alla volta per risparmiare due mance!”.

Musica e Caffè

Ma cos’hai messo nel caffè? cantava Riccardo Del Turco a Sanremo nel lontano 1969. Nella famosa canzone, il cantante innamorato chiede se può salire a casa della sua amata con l’ottima scusa tutta italiana di prendere un caffè. De André in Don Raffaè denuncia la situazione critica delle carceri italiane degli anni Ottanta, raccontando col suo geniale tono ironico che – nonostante tutto – a Poggioreale il caffè viene preparato a regola d’arte, come se fosse l’unica cosa buona del luogo. Un malinconico Bob Dylan chiede one more cup of coffee ‘fore I go, canzone che prende spunto dal pellegrinaggio del popolo Rom a Saintes-Maries-De-La-Mer, nel sud della Francia, dove sono conservate le spoglie di Sara La Nera, venerata come santa dalla comunità gitana.

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L’ispirazione in una tazzina di caffè

Ritrovare il caffè nei dipinti, nelle canzoni, nei film, conferma il carattere protagonista di questa bevanda universalmente apprezzata e quale ruolo abbia assunto nella vita quotidiana delle persone. Non solo è un piacere per il palato, ma è un motivo di ritrovo, un rito della convivialità cui ogni amante del caffè non può rinunciare, poiché non è forse vero che, come disse Giuseppe Verdi… Il caffè è il balsamo del cuore e dello spirito?

Buona tazzina a tutti,
La Cittadella Caffè

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